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PROGRAMMA SETTEMBRE 2019

PROGRAMMA SETTEMBRE 2019

 

Catechesi sugli Atti degli Apostoli: 6.«Fra loro tutto era comune» (At 4,32).

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

La comunità cristiana nasce dall’effusione sovrabbondante dello Spirito Santo e cresce grazie al fermento della condivisione tra i fratelli e le sorelle in Cristo. C’è un dinamismo di solidarietà che edifica la Chiesa come famiglia di Dio, dove risulta centrale l’esperienza della koinonia. Cosa vuol dire, questa parola strana? E’ una parola greca che vuol dire «mettere in comunione», «mettere in comune», essere come una comunità, non isolati. Questa è l’esperienza della prima comunità cristiana, cioè mettere in comune, «condividere», «comunicare, partecipare», non isolarsi. Nella Chiesa delle origini, questa koinonia, questa comunità rimanda anzitutto alla partecipazione al Corpo e Sangue di Cristo. Per questo, quando facciamo la comunione noi dichiamo “ci comunichiamo”, entriamo in comunione con Gesù e da questa comunione con Gesù arriviamo alla comunione con i fratelli e le sorelle. E questa comunione al Corpo e al Sangue di Cristo che si fa nella Santa Messa si traduce in unione fraterna, e quindi anche a quello che è più difficile per noi: mettere in comune i beni e al raccogliere il denaro per la colletta a favore della Chiesa madre di Gerusalemme (cfr Rm 12,13; 2Cor 8–9) e delle altre Chiese. Se voi volete sapere se siete buoni cristiani dovete pregare, cercare di accostarvi alla comunione, al sacramento della riconciliazione. Ma quel segnale che il tuo cuore si è convertito, è quando la conversione arriva alle tasche, quanto tocca il proprio interesse: lì è dove si vede se uno è generoso con gli altri, se uno aiuta i più deboli, i più poveri. Quando la conversione arriva lì, stai sicuro che è una vera conversione. Se rimane soltanto nelle parole non è una buona conversione.

La vita eucaristica, le preghiere, la predicazione degli Apostoli e l’esperienza della comunione (cfr At 2,42) fanno dei credenti una moltitudine di persone che hanno – dice il Libro degli Atti degli Apostoli – hanno «un cuore solo e un’anima sola» e che non considerano loro proprietà quello che possiedono, ma tengono tutto in comune (cfr At 4,32). È un modello di vita così forte, che aiuta noi ad essere generosi e non tirchi. Per questo motivo, «nessuno […] tra loro era bisognoso, perché quanti possedevano – dice il Libro - possedevano campi o case li vendevano, portavano il ricavato di ciò che era stato venduto e lo deponevano ai piedi degli apostoli; poi veniva distribuito a ciascuno secondo il suo bisogno» (At 4,34-35). Sempre la Chiesa ha avuto questo gesto dei cristiani che si spogliavano delle cose che avevano in più, delle cose che non erano necessarie per darle a coloro che avevano bisogno. E non solo dei soldi: anche del tempo. Quanti cristiani – voi, per esempio, qui in Italia – quanti cristiani fanno volontariato! Ma questo è bellissimo! E’ comunione, condividere il mio tempo con gli altri, per aiutare coloro che hanno bisogno. E così il volontariato, le opere di carità, le visite ai malati; bisogna sempre condividere con gli altri, e non cercare soltanto il proprio interesse.

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Giacomo, Pietro e Giovanni, che sono i tre apostoli come le “colonne” della Chiesa di Gerusalemme, stabiliscono in modo comunionale che Paolo e Barnaba evangelizzino i pagani mentre loro evangelizzeranno i giudei, e chiedono soltanto, a Paolo e Barnaba, qual è la condizione: di non dimenticarsi dei poveri, ricordare i poveri (cfr Gal 2,9-10). Non solo i poveri materiali, ma anche i poveri spirituali, la gente che ha dei problemi e ha bisogno della nostra vicinanza. Un cristiano parte sempre da se stesso, dal proprio cuore, e si avvicina agli altri come Gesù si è avvicinato a noi. Questa è la prima comunità cristiana.

Un esempio concreto di condivisione e comunione dei beni ci giunge dalla testimonianza di Barnaba: egli possiede un campo e lo vende per consegnare il ricavato agli Apostoli (cfr At 4,36-37). Ma accanto al suo esempio positivo ne appare un altro tristemente negativo: Anania e sua moglie Saffira, venduto un terreno, decidono di consegnare solo una parte agli Apostoli e di trattenere l’altra per loro stessi (cfr At 5,1-2). Questo imbroglio interrompe la catena della condivisione gratuita, la condivisione serena, disinteressata e le conseguenze sono tragiche, sono fatali (At 5,5.10). L’apostolo Pietro smaschera la scorrettezza di Anania e di sua moglie e gli dice: «Perché Satana ti ha riempito il cuore, cosicché hai mentito allo Spirito Santo e hai trattenuto una parte del ricavato del campo? […] Non hai mentito agli uomini ma a Dio» (At 5,3-4). Potremmo dire che Anania ha mentito a Dio per via di una coscienza isolata, di una coscienza ipocrita, per via cioè di un’appartenenza ecclesiale “negoziata”, parziale e opportunista. L’ipocrisia è il peggior nemico di questa comunità cristiana, di questo amore cristiano: quel far finta di volersi bene ma cercare soltanto il proprio interesse.

Venire meno alla sincerità della condivisione, infatti, o venire meno alla sincerità dell’amore, significa coltivare l’ipocrisia, allontanarsi dalla verità, diventare egoisti, spegnere il fuoco della comunione e destinarsi al gelo della morte interiore. Chi si comporta così transita nella Chiesa come un turista. Ci sono tanti turisti nella Chiesa che sono sempre di passaggio, ma mai entrano nella Chiesa: è il turismo spirituale che fa credere loro di essere cristiani, mentre sono soltanto turisti delle catacombe. No, non dobbiamo essere turisti nella Chiesa, ma fratelli gli uni degli altri. Una vita impostata solo sul trarre profitto e vantaggio dalle situazioni a scapito degli altri, provoca inevitabilmente la morte interiore. E quante persone si dicono vicine alla Chiesa, amici dei preti, dei vescovi mentre cercano soltanto il proprio interesse. Queste sono le ipocrisie che distruggono la Chiesa!

Il Signore – lo chiedo per tutti noi – riversi su di noi il suo Spirito di tenerezza, che vince ogni ipocrisia e mette in circolo quella verità che nutre la solidarietà cristiana, la quale, lungi dall’essere attività di assistenza sociale, è l’espressione irrinunciabile della natura della Chiesa, madre tenerissima di tutti, specialmente dei più poveri.

PAPA FRANCESCO

UDIENZA GENERALE

Aula Paolo VI. Mercoledì, 21 agosto 2019.

 

 

CALENDARIO DELLA VITA PARROCCHIALE

 

 

1 sett.

Domenica

 

Matrice: ore 08,30 – 11,00. S. Messa.

2 – 5 sett.

Matrice: ore 18,30 rosario e S. Messa.

 

6 sett.

Inizio della Novena della B. V. Maria Addolorata: Matrice: ore 17, 30 adorazione eucaristica comunitaria. Ore 18,30 rosario, coroncina e S. Messa.

7 sett.

Sabato

Matrice: ore 18,30 rosario, coroncina e S. Messa.

8 sett.

Domenica

Natività della B.V.M. (Quest’anno si omette)

Matrice: ore 08,30 – 11,00, S. Messa

9 – 12 sett.

Matrice: ore 18,30 rosario, coroncina e S. Messa.

13 sett.

Matrice: ore 17, 30 adorazione eucaristica comunitaria. Ore 18,30 rosario, coroncina e S. Messa.

14 sett.

Sabato

Esaltazione della S. Croce. Matrice: Ore 18,30 rosario, coroncina e S. Messa.

15 sett.

Domenica

B. V. Maria Addolorata. (Quest’anno si omette)

Matrice: ore 08,30 – 11,00. S. Messa.

16 sett.

Matrice: ore 18,30 rosario e S. Messa.

22 sett.

Domenica

Matrice ore 18, 00 Rosario, ore 18, 30 S. Messa

29 sett. Domenica

Ss. Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele.  (Quest’anno si omette) Matrice: Ore 18,00 Rosario, ore 18, 30 S. Messa.

 

 

 

COMUNICAZIONI

  1. Nel mese di settembre, le funzioni della sera inizieranno alle ore 18, 30 (mezz’ora prima dell’orario di agosto).
  2. Con il mese di ottobre riprenderà il catechismo per tutti.
  3. Riunione gruppo liturgico: Matrice, sabato 7 settembre, ore 18, 00.
  4. Riunione Catechisti: Matrice, domenica 8 settembre, ore 18, 30.
  5. Incontro Consiglio Parrocchiale per gli Affari Economici: Matrice, mercoledì 11 settembre, dopo la S. Messa.
  6. Nel mese di ottobre sarà data comunicazione delle entrate e delle spese per la festa di Mezzagosto 2019.
  7. P. Emeka sarà assente dal 17 settembre al 23 ottobre 2019. Il Sac. Aphrodis Kaberuka, (parroco di Fondachelli-Fantina), aiutato dai sacerdoti del nostro vicariato, sarà presente nella parrocchia ogni domenica e ogniqualvolta che i bisogni pastorali della parrocchia lo richiederanno. Lo ringraziamo per la sua generosità.

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