GENNAIO 2026
Cari fratelli e sorelle!
Nel primo giorno dell’anno, la liturgia fa risuonare in tutta la Chiesa sparsa nel mondo l’antica benedizione sacerdotale, che abbiamo ascoltato nella prima Lettura: “Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace” (Nm 6,24-26). Questa benedizione fu affidata da Dio, tramite Mosè, ad Aronne e ai suoi figli, cioè ai sacerdoti del popolo d’Israele. E’ un triplice augurio pieno di luce, che promana dalla ripetizione del nome di Dio, il Signore, e dall’immagine del suo volto. In effetti, per essere benedetti bisogna stare alla presenza di Dio, ricevere su di sé il suo Nome e rimanere nel cono di luce che parte dal suo Volto, nello spazio illuminato dal suo sguardo, che diffonde grazia e pace.
Questa è l’esperienza che hanno fatto anche i pastori di Betlemme, che compaiono ancora nel Vangelo di oggi. Hanno fatto l’esperienza di stare alla presenza di Dio, della sua benedizione non nella sala di un maestoso palazzo, al cospetto di un grande sovrano, bensì in una stalla, davanti ad un “bambino adagiato nella mangiatoia” (Lc 2,16). Proprio da quel Bambino si irradia una luce nuova, che risplende nel buio della notte, come possiamo vedere in tanti dipinti che raffigurano la Natività di Cristo. E’ da Lui, ormai, che viene la benedizione: dal suo nome – Gesù, che significa “Dio salva” – e dal suo volto umano, in cui Dio, l’Onnipotente Signore del cielo e della terra, ha voluto incarnarsi, nascondere la sua gloria sotto il velo della nostra carne, per rivelarci pienamente la sua bontà (cfr Tt 3,4).
La prima ad essere ricolmata di questa benedizione è stata Maria, la vergine, sposa di Giuseppe, che Dio ha prescelto dal primo istante della sua esistenza per essere la madre del suo Figlio fatto uomo. Lei è la “benedetta fra le donne” (Lc 1,42) – come la saluta santa Elisabetta. Tutta la sua vita è nella luce del Signore, nel raggio d’azione del nome e del volto di Dio incarnato in Gesù, il “frutto benedetto del [suo] grembo”. Così ce la presenta il Vangelo di Luca: tutta intenta a custodire e meditare nel suo cuore ogni cosa riguardante il suo figlio Gesù (cfr Lc 2,19.51). Il mistero della sua divina maternità, che oggi celebriamo, contiene in misura sovrabbondante quel dono di grazia che ogni maternità umana porta con sé, tanto che la fecondità del grembo è sempre stata associata alla benedizione di Dio. La Madre di Dio è la prima benedetta ed è Colei che porta la benedizione; è la donna che ha accolto Gesù in sé e lo ha dato alla luce per tutta la famiglia umana. Come prega la Liturgia: “sempre intatta nella sua gloria verginale, ha irradiato sul mondo la luce eterna, Gesù Cristo nostro Signore” (Prefazio della B.V. Maria I).
Maria è madre e modello della Chiesa, che accoglie nella fede la divina Parola e si offre a Dio come “terra buona” in cui Egli può continuare a compiere il suo mistero di salvezza. Anche la Chiesa partecipa al mistero della divina maternità, mediante la predicazione, che sparge nel mondo il seme del Vangelo, e mediante i Sacramenti, che comunicano agli uomini la grazia e la vita divina. In particolare nel sacramento del Battesimo la Chiesa vive questa maternità, quando genera i figli di Dio dall’acqua e dallo Spirito Santo, il quale in ciascuno di essi grida: “Abbà! Padre!” (Gal 4,6). Come Maria, la Chiesa è mediatrice della benedizione di Dio per il mondo: la riceve accogliendo Gesù e la trasmette portando Gesù. E’ Lui la misericordia e la pace che il mondo da sé non può darsi e di cui ha bisogno sempre, come e più del pane.
Cari amici, la pace, nel suo senso più pieno e più alto, è la somma e la sintesi di tutte le benedizioni. Per questo quando due persone amiche si incontrano si salutano augurandosi vicendevolmente la pace. Anche la Chiesa, nel primo giorno dell’anno, invoca in modo speciale questo bene sommo, e lo fa, come la Vergine Maria, mostrando a tutti Gesù, perché, come afferma l’apostolo Paolo, “Egli è la nostra pace” (Ef 2,14), e al tempo stesso è la “via” attraverso la quale gli uomini e i popoli possono raggiungere questa meta, a cui tutti aspiriamo. …
OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Basilica Vaticana, Domenica, 1° gennaio 2012
CALENDARIO DELLA VITA PARROCCHIALE
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1 Gen. 2026. Giovedì |
Maria SS. Madre di Dio: Matrice: S. Messa - ore 09:30 e 11:00
FELICE ANNO NUOVO A TUTTI! |
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2 – 3 Genn. |
Matrice: Ore 17:00 – rosario e S. Messa. |
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4 gennaio Domenica |
II domenica dopo Natale. Matrice: ore 08:30 –11:00 – S. Messa. |
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5 gennaio |
Matrice: Ore 17:00 – rosario e S. Messa. |
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6 Genn. Martedì
Epifania |
EPIFANIA del SIGNORE Matrice: ore 08:30 e 11:00 S. Messa. Ore 19:00, Processione del S. Bambino Gesù che culminerà nella chiesa di S. Francesco con la Sacra Funzione della Benedizione Papale a cui è annessa l’indulgenza plenaria alle solite condizioni, estensibile a tutti i partecipanti. La Benedizione Papale è privilegio concesso nel sec. XVIII dal Santo Padre alla nostra confraternita di Maria SS. della Consolazione e della Sacra Cintura. |
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7 – 9 genn. |
Matrice: Ore 17:00 – rosario e S. Messa. |
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10 genn. |
Matrice: Ore 17:00 – rosario e S. Messa. S. Giovannino, ore 17:00 – Catechismo Gruppo Cafarnao. Casa canonica in piazza Duomo, ore 17:30 – catechismo santa Cresima. |
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11 Genn. Domenica |
Battesimo del Signore. Inizio Settena a S. Antonio Abate. Chiesa S. Antonio: ore 08:00 preghiere a S. Antonio Abate e S. Messa. Matrice: ore 11:00 S. Messa. S. Giovannino, ore 10:00 – catechismo Gruppo Gerusalemme. Casa canonica in piazza Duomo, ore 10:00 Gruppo Nazaret. |
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12 - 16 genn. |
Chiesa S. Antonio: ore 08:00 preghiere a S. Antonio Abate e S. Messa. 16 gennaio: 18° Anniversario della morte di Padre Antonino Arlotta. |
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17 gennaio Sabato |
Festa liturgica S. Antonio Abate. Chiesa S. Antonio: ore 08:00 benedizione del fuoco preghiere a S. Antonio Abate – S. Messa. Ore 17:30 vespri e S. Messa. Ore 18:30, celebrazione del “Du Uri”: Rosario e Litania Lauretana cantata – preghiere a S. Antonio Abate e benedizione con la Reliquia. |
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18 gennaio Domenica |
Chiesa S. Antonio: ore 08:30 – 10:00 S. Messa. Dopo la Messa Solenne: benedizione degli animali e processione di S. Antonio Abate. (50º Anniversario della morte di Padre Giuseppe Ippolito). 18 – 25 Ottavario di preghiere per l’Unità dei Cristiani. |
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19 - 20 gennaio |
Matrice: Ore 17:00 rosario e S. Messa. 20 gennaio Memoria di S. Sebastiano. |
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24 gennaio sabato |
S. Giovannino, ore 17:00 – Catechismo Gruppo Cafarnao. Casa canonica in piazza Duomo, ore 17:30 – catechismo santa Cresima. |
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25 gennaio Domenica |
Matrice, ore 17:00 S. Messa. S. Giovannino, ore 16:00 – catechismo Gruppo Gerusalemme. Casa canonica in piazza Duomo, ore 16:00 Gruppo Nazaret. |
Avvisi
1.
La settena in preparazione della festa di S. Antonio Abate inizierà il 11 gennaio. Il 17 gennaio celebreremo la festa liturgica con la funzione del ‘Du Uri’, mentre la processione avrà luogo domenica 18 gennaio.
2.
17 gennaio, festa liturgica di S. Antonio Abate, nelle funzioni della sera, i genitori sono invitati a portare i loro bimbi per fare un omaggio al Santo offrendo una legna. Vivremo la funzione del ‘Du uri’ dopo della quale saremo tutti invitati (ore 20:00 circa) a un momento di fraternità organizzato dagli Amici di S. Antonio presso l’Auditorium S. Giorgio. Come è già di tradizione, ognuno abbia cura di portare qualcosa da condividere con i fratelli.
3.
Domeniche 14 e 21 dicembre 2025 abbiamo raccolto € 360, 00 per il riscaldamento delle chiese. Vi ringrazio per la vostra generosità e prego il Signore di non lasciarvi soli nel momento del bisogno.
4.
P. Emeka sarà assente dal 21 gennaio al 6 marzo 2026. Il Sac. Paschal Uzzih, (vicario della nostra parrocchia) sarà presente nella parrocchia ogni domenica e ogniqualvolta che i bisogni pastorali della parrocchia lo richiederanno. Lo ringraziamo per la sua generosità.
Vi auguro un sereno anno nuovo 2026!!!
P. Emeka A. UDECHUKWU
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